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IL MOMENTO ECONOMICO

È nei momenti di crisi che si sviluppano le opportunità. Con Axel si può.

Chi l’ha detto? Io, ma sono certo in buona compagnia.
E’ noto che nei momenti di avvallamento dei mercati si creano tensioni, sofferenze e problemi soprattutto per le imprese che lavorano un po’ “tirate”.
Ma vale per tutti: è in momenti come questi che lo spirito imprenditoriale salta fuori.
Sono momenti preziosi per riflettere su errori di percorso, strutture poco efficienti, snellezza dimenticata, sclerosi delle idee.
E allora c’è chi si avvilisce inutilmente, chi si richiude in posizione difensiva e c’è chi invece si dà da fare più del solito proprio per crearsi grande opportunità nel momento nel quale il mercato fra poco riprenderà.
Azzerare visibilità , pubblicità e relazioni, ridurre il numero dei dipendenti, tagliare sui costi e star dietro allo spioncino dell’uscio a guardare cosa fanno gli altri sono segnali di azienda perdente.
E quando parlo di azienda mi riferisco a tutte le aziende, incluse quelle artigianali fatte di una persona sola.
Mai come in questi momenti vanno usate tutte, ma proprio tutte le chiavi competitive che si hanno in mano, guardando il mercato a 360 gradi e cogliendone le opportunità.
I segnali sono preoccupanti? Bah, permettetemi di dubitarne: in quasi 40 anni ho visto momenti ben peggiori di questo, e se guardate un po’ lo storico degli andamenti economici lo vedrete da voi.
E’ una crisi: sì. Violenta: sì. Ma più veloce è a scendere, più velce sarà a risalire.
Quindi, e mi rivolgo agli amici installatori Axel, usate questo momento anche per fare una analisi di tutti gli argomenti e le ragioni che fanno della vostra azienda una leader della vostra area.
Vi sentite realmente tali ? Usate sempre tutte le armi a vostra disposizione ? Potreste fare di più nelle proposte ali vostri utenti? Siete sufficientemente creativi e propositivi o vi limitate a quotare semplicemente quel che vi viene chiesto ?
Non ditelo a me: ditelo a voi stessi, sinceramente. So che molti di voi lamentano scarsezza di lavoro, ma poi chiacchierando scopriamo insieme che le proposte fatte sono sempre quelle, non si lavora sul patrimonio di clientela esistente per migliorare impianti già fatti, si dimentica di suggerire soluzioni sia di sicurezza, sia di integrazione di funzionalità domotiche un po’ al di fuori delle solite, ma graditissime, una volta conosciute, alla clientela: in una parola si usano ancora  poco le funzioni di centrale e di sistema che rendono i nostri impianti così “unici e speciali” e che quindi “fanno la differenza”  rispetto alla concorrenza installativa.
Insomma un lavoro di riflessione e di buona volontà, un po’ di applicazione per imparare qualche cosa nuova (non dobbiamo essere tutti noi sempre innovativi? E perché facciamo i preventivi che sembrano fotocopie di quelli di 5 anni fa? Perché tardiamo ad informarci su qualcosa di nuovo e solo se il cliente “ce lo ha chiesto”?)
Forza quindi, e ottimismo. Non ho alcun dubbio, ed abbiamo tra di voi molti esempi estremamente concreti, che il mestiere dell’installatore specialistico è e sarà sempre più ricercato e generatore di lavoro e discreta marginalità. Deve essere però realmente “specialistico” e dimostrarlo con la competenza e la creatività nei confronti dell’ utente.
Ed è proprio grazie a momenti economicamente non facili che tutto questo diventa chiaro e balza agli occhi in modo evidentissimo.